aggiornamento alla petizione: #salvabagnaccio

15 ott 2015 — dopo tanto tempo dall'inizio di questa petizione, eccoci con un aggiornamento. 

Abbiamo atteso silenziosamente che la Giunta Comunale di Viterbo facesse il proprio dovere nel decidere con i giusti strumenti legislativi come finalmente sbloccare il termalismo viterbese, dando un chiaro messaggio nel trovare la soluzione per il Parco del Bagnaccio, facendone un esempio da replicare, invece che contrastarlo in tutti i modi ed impedire uno sviluppo "sostenibile" del termalismo viterbese.

Purtroppo, come è facilmente comprensibile dall'articolo allegato,
http://www.tusciaweb.eu/2015/10/michelini-vuole-chiudere-terme-libere/
siamo agli antipodi. 

Non si vuole sviluppare il termalismo viterbese, bensì farlo sparire definitivamente.

Dall'articolo, scritto da un esponente dell'opposizione che chiede chiarimenti al Sindaco, si apprende che la Giunta Comunale intende si dare permessi di sfruttamento delle sorgenti ai privati, ma attenzione, impone che il 70% deve essere dato in uso ad accesso gratuito, in vasche ed attrezzature idonee realizzate a spese proprie, provvedendo inoltre a pulizia e manutenzione. 

Il Bagnaccio, con questa "concessione" potrà utilizzare solamente il 30% degli attuali 2_litri/sec, quindi poco più di 0,66_litri/sec.

Come fece Stalin con il popolo ucraino, non uccise nessuno ma li privò di tutte le risorse alimentari, 2.000.000 di ucraini morirono di fame, ma Stalin appunto non "uccise" nessuno. 

Indurre a morte è più pulito che uccidere, ma il risultato è lo stesso.

Così, stando a quello che emerge oggi, il Comune darà delle "concessioni" a delle s.r.l. (no associazioni) con pochissima acqua e maggiori spese di gestione. Le strutture esistenti avranno difficoltà enormi a sopravvivere, le nuove non partiranno mai. 
Così vedremo il Bagnaccio sparire, il Bullicame è già stato ucciso, le Carletti suicidarsi nel degrado e nei rifiuti, e non vedremo mai il Bacucco rinascere dallo stato in cui i Lanzichenecchi lo ridussero poco prima di fare il "Sacco di Roma". 

Chiunque abbia una benchè minima dose di raziocinio non si capacita del perchè ci siano queste scelte scellerate, del perchè in un territorio così straordinariamente ricco di acque termali non sia sfruttata la risorsa, e soprattutto si chiede perchè parchi come quello del Bagnaccio o delle Masse di San Sisto(*) siano così pesantemente osteggiati, le Piscine Carletti lasciate nel più completo degrado, il Bullicame ormai privato dell'acqua e Bacucco, Oasi, Paliano ferme al palo. 

Evidentemente a questa giunta, non ultima in ordine di tempo nel "non sviluppare" il termalismo, non importa nulla del territorio, del turismo, del lavoro, del benessere.

Qui si uccide sul nascere ogni idea di sviluppare il turismo, sia essa privata che associativa.

Si uccidono iniziative atte a valorizzare i siti archeologici (oggi abbandonati) le risorse termali (fiumi di acqua termale sprecati inutilmente ogni giorno) si uccide il centro storico.
Si fa tutto per lasciare Viterbo ed il suo territorio nel degrado più profondo. Un quadro desolante, da cui si può uscire solamente con una lotta civile, urlando il diritto del territorio al lavoro, ed il diritto dei turisti (**) a fruire di risorse naturali e storico artistiche favolose.

(*) da quando esiste la realtà delle Masse nulla è stato fatto di concreto per stabilizzare la situazione.
(**) le nostre terme attraggono quotidianamente turisti da tutta Europa, principalmente Germania ed Austria, ma anche Olanda, Belgio, Regno Unito, Norvegia, Svezia, Polonia, Romania, Estonia, Lettonia e Lituania.

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