Ritorniamo a webete, webbete, #webete

La settimana scorsa, come potete vedere dalle statistiche qui a lato, questo blog che non legge nessuno, improvvisamente é stato assaltato da numerosi visitatori.

Cosa é successo? 

Semplice, qualcuno ha scavato in questo blog, per la precisione in un mio post del settembre 2014, dove rivendicavo l'invenzione del neologismo "webete", crasi dei termini web ed ebete, teso ad identificare l'esercito di incauti e beceri frequentatori dei social network, dei blog, di quelli del copia-incolla a oltranza etc etc. All'epoca feci un breve giro con Google per vedre se il termine era giá in uso, e non trovai nulla. Quindi andai avanti con il post di rivendicazione ufficiale. Ne feci anche dei meme ed il progetto di una maglietta, che troverete su questo blog. Misi anche un post su Instagram con il meme, perché la marca temporale di instagram é piú veritiera.



Ma come mai quella ricerca?

Il noto, anzi l'arcinoto giornalista Enrico Mentana aveva da poco postato un commento al solito becero frequentatore di Facebook, etichettandolo appunto come "webete".

Su twitter si era scatenata una rincorsa di migliaia di post inneggianti alla miracolosa invenzione linguistica di Mentana, e per puro caso ho notato un tweet che denunciava proprio il mio post del 2014 come vera prima volta del neologismo webete.

Come risposta mi sono armato di santa pazienza ed ho rivendicato anche su Twitter, rispondendo a numerosi tweet, mettendo il link al mio blog. Lo stesso che aveva scovato e twittato il mio blog, diligentemente ha proseguito nella ricerca ed ha scovato una precedente traccia di webete databile addirittura al 1998.

Personalmente ritengo che Mentana ci sia arrivato da solo, non credo che abbia letto il mio post del 2014 vista la mia bassa visibilitá in rete, ma visto che ci siamo ho ritenuto opportuno non tanto rivendicare la paternitá della parola, visto che (e non lo sapevo) risale addirittura al 1998, era in cui la rete era meno e meglio frequentata, ma quello di rivendicarne il significato attuale, in questo di certo sono stato il primo. 

Certo che sia per me che per Mentana sarebbe stato piú bello coniare un neologismo piú utile, piuttosto che questo teso ad identificare un problema sociale di intere generazioni incapaci di sfruttare un tesoro immenso come quello di internet, che viene utilizzata alla stregua delle sedie del bar sotto casa, dove ci si siede per decantare frasi senza senso e luoghi comuni e celebrare cosí la propria ignoranza.

Alcuni, a ragione, ritengono che il webete é colui che oggi si affaccia alla rete dopo decenni di lavaggio del cervello operato dalla peggiore TV spazzatura. Concordo in pieno.




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